La produzione mondiale di frutta, verdura e sementi dipende dalla impollinazione di api, coccinelle e bombi!
È infatti noto che gli insetti, spostandosi da fiore a fiore e trasportando il polline, determinano l’impollinazione, un processo indispensabile alla formazione del frutto. In questo caso gli insetti vengono definiti “pronubi”, ovvero “che favoriscono le nozze”.
In realtà, dal loro punto di vista, gli insetti visitano i fiori in genere per nutrirsi. In particolare il nettare che contiene molti zuccheri, fornisce un prezioso nutrimento per le specie cosiddette “antofile” (anthos= fiore). La quantità di nettare presente all’interno di ogni fiore è spesso relativamente modesta e questo è un aspetto di grande interesse dal punto di vista ecologico. Infatti per la pianta è importante che l’insetto, prima di saziarsi, visiti il maggior numero possibile di fiori. In questo modo vi saranno maggiori possibilità di successo di impollinazione e quindi di riproduzione della pianta stessa.
Gli insetti arrivano sui fiori guidati da stimoli visivi e odorosi. Da qui l’importanza per i fiori stessi di avere colori sgargianti o di emettere odori particolari.
Ma quali fiori preferiscono?
Molti fiori impollinati dalle api hanno un delicato profumo e fragranza e sono colorati di blu o giallo, esse tralasciano infatti i fiori di colore rosso perché gli appare nero.
I fiori impollinati dalle farfalle pare abbiano fragranze dolci, e con .colorazione prevalentemente blu, giallo e arancio.
Le falene scelgono fiori di colore bianco o giallo, colori che risultano più visibili di notte.
- Nel 2015 la IUCN ha condotto il primo assessment di tutte le 1.965 specie di api selvatiche che vivono in Europa, scoprendo che se il 9,2% è già oggi a rischio estinzione, un altro 5,2% lo diventerà nel prossimo futuro. Si parla di una specie di ape su dieci, mentre oltre il 50% delle specie europee a noi note non è classificabile in termini di conservazione. Non ci sono dati a sufficienza.
- La grave situazione in cui versano le api (a livello mondiale) non è una novità e fortunatamente, anche su piccola scala, ci si sta muovendo per tutelarle: un esempio è la (ancora) piccola impresa trentina BEE.CAMP, una startup dell’incubatore green Progetto Manifattura che si propone, aiutando gli apicoltori, di tutelare anche le api.
- Cos’è BEE CAMP? Una piattaforma interattiva che aiuta nella gestione delle attività apistiche, trasformandosi anche in una sorta di social network per apicoltori e non. “Il nostro scopo è aiutare l’apicoltore con degli strumenti digitali e contribuire, nel nostro piccolo, alla salvaguardia delle api.
IL TURISMO DELLE API
- “BEE.CAMP si occupa anche della produzione locale e del chilometro zero”, spiega Daniel Rampanelli, membro della giovane startup. “Attraverso la bacheca gli utenti potranno pubblicare annunci di compravendita, ad esempio per il miele, e mettere a disposizione i propri sciami per servizi di impollinazione”. Nel sistema ogni apicoltore ha una vetrina, dove raccontare la propria attività per raggiungere non solo i colleghi ma una rete di turisti appassionati, magari alla ricerca di un miele particolare mentre si trovano in vacanza.



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