sabato 14 giugno 2014

Acero Riccio


Acer Platanoides
Il nome è coniato dal termine latino Acer (duro, aspro) per la particolare durezza del legname. Il termine platanoide sta ad indicare la somiglianza delle foglie a quelle del platano.
Acero Riccio


L'acero riccio è uno dei più grandi aceri europei, un albero di dimensioni medio-grandi (fino a 30-35 m di altezza), con portamento espanso e chioma regolare e folta. E' diffuso spontaneamente in gran parte dell'Europa, dai Pirenei fino agli Urali ed al Caucaso, arrivando a Nord fino ai limiti meridionali della Scandinavia.
In Italia lo troviamo nelle Alpi e nell'Appennino centro-settentrionale, dove vive in ambienti collinari e montani fino a 1000 m di altitudine, sporadico od in piccoli gruppi, nei boschi misti di latifoglie, in ambienti umidi e luminosi, su suoli profondi e freschi. E' un albero molto importante nel paesaggio europeo, per la fioritura (è l'unica specie di acero in cui questa ha un valore ornamentale) e per il fogliame, che diventa color giallo vivo in autunno.
L'acero riccio è un bell'albero (anche se alcune sue varietà ornamentali sono cespugliose, con chioma bassa a forma conico-piramidale) dal tronco dritto e ben ramificato generalmente nella sua parte più alta, coi rami che formano una chioma inizialmente piramidale, poi allargata, ovoidale e densa. Irametti sono bruno-giallastri e in primavera verdastri, glabri, lucidi e senza pruina. È pianta rustica, resistente alle gelate tardive, in quanto comincia a vegetare tardi, ed indifferente al tipo di terreno, purchè profondo. Predilige posizioni luminose e fresche ed ha una crescita molto veloce. Resiste molto bene all'inquinamento atmosferico, in particolare al fumo ed alle polveri. L'apparato radicale e ampio e robusto con radici che penetrano verticalmente in profondità; non produce polloni radicali, ma se ceduato ricaccia bene dalla ceppaia. Tollera molto bene i suoli calcarei. Il legno non è pregiato come quello dell'acero di monte, ma le sue foglie un tempo costituivano un ottimo alimento per il bestiame. Oggi è coltivato in filari lungo le strade di campagna ed in città nei parchi e nei parcheggi come pianta da ombra. Nei giardini di dimensioni più piccole si possono impiegare varietà di acero riccio dalla crescita più contenuta. L’alta adattabilità di questa specie la rende idonea a svariati utilizzi sia come esemplare isolato, sia in gruppi od in filari (ideale una distanza di 10 metri sulla fila). Si può utilizzare in parcheggi, in viali stradali, in giardini di aree residenziali od in parchi. Questa specie riesce a crescere bene in aree urbane dove sono frequenti l’inquinamento chimico e di particolato, lo scarso drenaggio, il costipamento del terreno e la carenza d’acqua Le malattie dell’acero riccio sono quelle classiche degli aceri. Il mal bianco non è di solito molto importante ma nelle varietà a foglia rossa anche un leggero attacco è dannoso, perché le macchioline biancastre del fungo deturpano subito il rosso puro delle foglie. Una malattia pericolosa è invece la verticilliosi, che dissecca interi rami e talvolta l’intera pianta. Quando ci si accorge di rami che iniziano a seccare, anche in piena estate, occorre tagliarli via immediatamente ed allontanarli possibilmente bruciandoli. In Italia lo troviamo nelle Alpi e nell'Appennino centro-settentrionale, dove vive in ambienti collinari e montani fino a 1000 m di altitudine, sporadico od in piccoli gruppi, nei boschi misti di latifoglie, in ambienti umidi e luminosi, su suoli profondi e freschi. E' un albero molto importante nel paesaggio europeo, per la fioritura (è l'unica specie di acero in cui questa ha un valore ornamentale) e per il fogliame, che diventa color giallo vivo in autunno. L'acero riccio è un bell'albero (anche se alcune sue varietà ornamentali sono cespugliose, con chioma bassa a forma conico-piramidale) dal tronco dritto e ben ramificato generalmente nella sua parte più alta, coi rami che formano una chioma inizialmente piramidale, poi allargata, ovoidale e densa. Irametti sono bruno-giallastri e in primavera verdastri, glabri, lucidi e senza pruina. È pianta rustica, resistente alle gelate tardive, in quanto comincia a vegetare tardi, ed indifferente al tipo di terreno, purchè profondo. Predilige posizioni luminose e fresche ed ha una crescita molto veloce. Resiste molto bene all'inquinamento atmosferico, in particolare al fumo ed alle polveri. L'apparato radicale e ampio e robusto con radici che penetrano verticalmente in profondità; non produce polloni radicali, ma se ceduato ricaccia bene dalla ceppaia. Tollera molto bene i suoli calcarei. Il legno non è pregiato come quello dell'acero di monte, ma le sue foglie un tempo costituivano un ottimo alimento per il bestiame. Oggi è coltivato in filari lungo le strade di campagna ed in città nei parchi e nei parcheggi come pianta da ombra. Nei giardini di dimensioni più piccole si possono impiegare varietà di acero riccio dalla crescita più contenuta. L’alta adattabilità di questa specie la rende idonea a svariati utilizzi sia come esemplare isolato, sia in gruppi od in filari (ideale una distanza di 10 metri sulla fila). Si può utilizzare in parcheggi, in viali stradali, in giardini di aree residenziali od in parchi. Questa specie riesce a crescere bene in aree urbane dove sono frequenti l’inquinamento chimico e di particolato, lo scarso drenaggio, il costipamento del terreno e la carenza d’acqua Le malattie dell’acero riccio sono quelle classiche degli aceri. Il mal bianco non è di solito molto importante ma nelle varietà a foglia rossa anche un leggero attacco è dannoso, perché le macchioline biancastre del fungo deturpano subito il rosso puro delle foglie. Una malattia pericolosa è invece la verticilliosi, che dissecca interi rami e talvolta l’intera pianta. Quando ci si accorge di rami che iniziano a seccare, anche in piena estate, occorre tagliarli via immediatamente ed allontanarli possibilmente bruciandoli. In Italia lo troviamo nelle Alpi e nell'Appennino centro-settentrionale, dove vive in ambienti collinari e montani fino a 1000 m di altitudine, sporadico od in piccoli gruppi, nei boschi misti di latifoglie, in ambienti umidi e luminosi, su suoli profondi e freschi. E' un albero molto importante nel paesaggio europeo, per la fioritura (è l'unica specie di acero in cui questa ha un valore ornamentale) e per il fogliame, che diventa color giallo vivo in autunno. L'acero riccio è un bell'albero (anche se alcune sue varietà ornamentali sono cespugliose, con chioma bassa a forma conico-piramidale) dal tronco dritto e ben ramificato generalmente nella sua parte più alta, coi rami che formano una chioma inizialmente piramidale, poi allargata, ovoidale e densa. Irametti sono bruno-giallastri e in primavera verdastri, glabri, lucidi e senza pruina. È pianta rustica, resistente alle gelate tardive, in quanto comincia a vegetare tardi, ed indifferente al tipo di terreno, purchè profondo. Predilige posizioni luminose e fresche ed ha una crescita molto veloce. Resiste molto bene all'inquinamento atmosferico, in particolare al fumo ed alle polveri. L'apparato radicale e ampio e robusto con radici che penetrano verticalmente in profondità; non produce polloni radicali, ma se ceduato ricaccia bene dalla ceppaia. Tollera molto bene i suoli calcarei. Il legno non è pregiato come quello dell'acero di monte, ma le sue foglie un tempo costituivano un ottimo alimento per il bestiame. Oggi è coltivato in filari lungo le strade di campagna ed in città nei parchi e nei parcheggi come pianta da ombra. Nei giardini di dimensioni più piccole si possono impiegare varietà di acero riccio dalla crescita più contenuta. L’alta adattabilità di questa specie la rende idonea a svariati utilizzi sia come esemplare isolato, sia in gruppi od in filari (ideale una distanza di 10 metri sulla fila). Si può utilizzare in parcheggi, in viali stradali, in giardini di aree residenziali od in parchi. Questa specie riesce a crescere bene in aree urbane dove sono frequenti l’inquinamento chimico e di particolato, lo scarso drenaggio, il costipamento del terreno e la carenza d’acqua Le malattie dell’acero riccio sono quelle classiche degli aceri. Il mal bianco non è di solito molto importante ma nelle varietà a foglia rossa anche un leggero attacco è dannoso, perché le macchioline biancastre del fungo deturpano subito il rosso puro delle foglie. Una malattia pericolosa è invece la verticilliosi, che dissecca interi rami e talvolta l’intera pianta. Quando ci si accorge di rami che iniziano a seccare, anche in piena estate, occorre tagliarli via immediatamente ed allontanarli possibilmente bruciandoli.

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