STONEHENGE
Nel centro del grande prato del
Parco La Spezia è stato posto un masso di
pietra e questo ha esaltato la nostra fantasia, richiamando alla memoria la
storia delle grandi costruzioni tipo Dolmen, Menhir o Cromlech che si trovano
un po’ dappertutto in Europa.
Gli studiosi
ritengono che queste costruzioni venissero edificate a scopi religiosi,
collegate in qualche modo con il movimento del ciclo solare nel cielo. In
alcuni casi è stato ipotizzato che si possa trattare di una sorta di mappa
astrale, lasciata a memoria dei posteri, strutturata nella forma più precisa
possibile per identificare una datazione specifica, un determinato periodo che,
per qualche motivo ancora sconosciuto, era ritenuto talmente importante da
dover essere tramandato a tutti i costi.
I monoliti di Stonehenge pesano 50
tonnellate e sono stati trasportati da luoghi molto lontani da dove sono stati
eretti, per cui lo sforzo tecnologico e ingegneristico impiegato per erigere
queste costruzioni da parte dei nostri antenati neolitici, doveva essere stato
enorme. Questo sforzo immane, quindi,
era sotteso alla volontà di rappresentare e trasmettere qualcosa oltre lo
scorrere dei secoli.
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Accanto alla enorme pietra c’è un grande Albero dei tulipani (Liriodendron Tulipifera), detto così per la forma dei suoi fiori, e tutt’intorno sono stati piantati, di recente, nuovi alberi di tulipano più giovani, disposti a spirale intorno al masso di pietra centrale.

La forma a spirale in natura, come affermava Galileo, è espressione d’eleganza e d’armonia tra macrocosmo e microcosmo. Ad esempio nel girasole i semi sono disposti secondo due gruppi di spirali logaritmiche che occupano nel modo più efficiente lo spazio circolare al centro del fiore. Il numero delle spirali in senso orario e antiorario, dipende dalle dimensioni del fiore ed è correlato alla serie numerica di Fibonacci: 34/21, 55/34, 89/55, 144/89 e 233/144. La stessa cosa avviene nelle pigne e nell’ananas, nelle conchiglie, nei cicloni, nel DNA e nelle galassie, vedi la Via Lattea. I falchi si avvicinano alla preda secondo una spirale logaritmica e il loro angolo di vista migliore coincide con l’inclinazione della spirale.Tutto questo sta ad indicare come lo sviluppo armonico della spirale non è legato solo alla necessità degli esseri viventi di crescere “secondo natura” in maniera ottimale e meno dispendiosa, ma anche alla bellezza che la forma a spirale porta alla natura stessa.Per questo artisti come Van Gogh hanno utilizzato la forma a spirale nei loro quadri per trasmettere la “Grande Bellezza” a cui noi umani aspiriamo.

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